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Dal racconto personale alla denuncia sociale: quando la semplicità diventa un bersaglio e la verità fa più rumore dell’odio
Negli studi della Pubblimaje, a Palermo, è stata registrata una puntata di Chocolate destinata a far discutere.
Il podcast, in onda su Video Sicilia – canale 93, condotto da Cristian Alaimo e Giusy Randazzo, ha ospitato Antonella Lo Nero e Francesco, due TikToker molto conosciuti, seguiti, commentati, osservati… e spesso duramente attaccati.
La puntata non è ancora andata in onda, ma ciò che è emerso durante la registrazione ha già il peso di una testimonianza forte. Non un’intervista di superficie, ma un racconto che scava e mette a nudo uno dei problemi più gravi e sottovalutati del nostro tempo: l’odio sui social.
Due TikToker conosciuti, spesso nel mirino
Antonella Lo Nero e Francesco non sono volti qualsiasi del web. La loro presenza su TikTok è solida, riconoscibile, seguita da migliaia di persone. Proprio questa visibilità li ha resi, nel tempo, bersaglio di critiche feroci, attacchi gratuiti e giudizi continui.
Durante la registrazione, raccontano con chiarezza cosa significhi oggi essere creator: non solo creare contenuti, ma esporsi ogni giorno a un tribunale permanente fatto di commenti, insulti e sentenze senza appello. Più cresce la visibilità, più aumenta l’odio.
Quando la semplicità diventa una colpa
Antonella e Francesco raccontano il loro quotidiano con semplicità. Ed è proprio questa semplicità a infastidire. Nei social di oggi, l’autenticità viene spesso percepita come una provocazione.
La puntata mostra con forza un concetto chiaro: non serve essere provocatori per attirare odio, basta esistere ed essere visti.
Attacchi gratuiti e diffamazione costante
Uno dei momenti più intensi della registrazione è il racconto degli attacchi gratuiti e diffamatori che la coppia subisce quotidianamente. Commenti violenti, accuse inventate, frasi cariche di disprezzo.
Antonella Lo Nero racconta cosa significa aprire i social e leggere parole che giudicano, che tentano di demolire, che mettono in discussione la dignità personale. Francesco aggiunge un elemento fondamentale: la ripetizione. L’odio non arriva una volta sola. Arriva ogni giorno.
Odiatori seriali: non ragazzi, ma adulti
Uno degli aspetti più scomodi emersi riguarda l’identità degli haters. Non giovani incoscienti, ma persone adulte, talvolta anche anziane.
Antonella sottolinea con amarezza come molti attacchi arrivino da altre donne. Donne contro donne. Uno spaccato sociale che racconta frustrazione, invidia e incapacità di empatia.
Leoni da tastiera: la violenza che non si vede
La conversazione mette a fuoco il fenomeno dei leoni da tastiera: persone che, protette dallo schermo, dicono ciò che nella vita reale non avrebbero mai il coraggio di dire.
Antonella e Francesco spiegano come questa violenza verbale non resti confinata online. Entra nella testa, nelle giornate, nella vita privata. E lascia segni profondi.
Body shaming: il corpo come bersaglio facile
Tra i racconti più dolorosi emerge quello del body shaming. Antonella e Francesco parlano di commenti continui sul loro corpo, sullo stile, sull’aspetto fisico.
Il corpo di Antonella, la sua femminilità, il suo modo di vestirsi diventano pretesto per giudizi offensivi. Anche Francesco subisce attacchi legati al fisico. Non sono opinioni: sono colpi diretti all’autostima.
Il tribunale permanente dei social
La puntata mette in luce un meccanismo ormai normalizzato:
se sei magra sei “troppo”,
se sei formosa sei “sbagliata”,
se ti curi “cerchi attenzione”.
Antonella racconta quanto questo giudizio continuo logori, anche quando si è forti e consapevoli. Perché l’odio ripetuto scava lentamente.
Il peso psicologico che nessuno racconta
Francesco porta la riflessione su un piano ancora più profondo: chi subisce body shaming e odio social spesso finisce per sentirsi in colpa. Come se dovesse giustificare il proprio corpo, il proprio modo di essere, la propria esistenza.
È qui che l’odio vince davvero.
Una puntata che diventa denuncia sociale
Quella registrata a Chocolate non è solo una puntata televisiva. È una denuncia sociale. Un racconto che mostra il lato più oscuro dei social: la normalizzazione della cattiveria, l’assenza di responsabilità emotiva, la facilità con cui si ferisce.
Le parole non restano online. Entrano nella vita reale.
Uno spazio che ascolta
La forza di questa registrazione sta anche nel contesto: uno spazio che ascolta senza forzare, senza spettacolarizzare. Un luogo dove il silenzio ha lo stesso valore delle parole.
Ed è questo che rende la puntata, ancora prima della messa in onda, così potente.
Continuare a essere veri
Nonostante tutto, Antonella e Francesco fanno una scelta chiara: continuare a mostrarsi per ciò che sono. Non cambiare per piacere. Non sparire per paura.
È una forma di resistenza silenziosa.
Ed è profondamente umana.
Conclusione: una puntata che farà riflettere
Quando questa puntata di Chocolate andrà in onda, non sarà una visione leggera. Sarà uno specchio. E non tutti ameranno guardarsi dentro.
Ma è proprio questo il suo valore: far riflettere.
“Essere visibili significa anche essere esposti, ma non permetteremo mai all’odio di cambiarci. Continueremo a essere veri, perché la verità, anche quando fa rumore, è l’unica cosa che ci rende liberi.”
— Antonella Lo Nero e Francesco

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